Neurochirurgia funzionale o stereotassica

 

 
  
 
 
    
Cosa si intende per neurochirurgia funzionale?
E’ un settore particolare della neurochirurgia, che si pone la finalità di migliorare sintomi neurologici prevalentemente di tipo motorio, modificando l’attività di centri nervosi o aree cerebrali. E’ una tecnica resa possibile dalla “stereotassi”, metodica impiegata da molti anni per raggiungere con estrema precisione un punto predeterminato all’interno del cervello.
 
Da un punto di vista tecnico, come si praticano questi interventi?
La neurochirurgia funzionale stereotassica prevede l’applicazione di una struttura meccanica rigida al capo del paziente, chiamata “casco stereotassico”, al quale vengono applicati dei sistemi di riferimento tridimensionali. Con il casco il paziente può eseguire una risonanza magnetica, una tomografia computerizzata o un’angiografia. Vengono così identificate da un computer apposito le coordinate di quel punto nei tre piani dello spazio e la traiettoria esatta per raggiungerlo. Un tempo si raggiungeva il centro nervoso con un coagulatore e si praticava una lesione circoscritta. La irreversibilità e la non rara comparsa nel postoperatorio di effetti collaterali anche gravi, hanno indotto ad abbandonare questa tecnica. Oggi si raggiunge il punto esatto con elettrodi sottili, di circa 1 mm di diametro e si può così modificare lo stato di attivazione di quel centro nervoso.
 
Quali malattie si possono trattare con questa tecnica?
Tradizionalmente la malattia di Parkinson ha rappresentato l’indicazione principale di questa chirurgia. Teoricamente potrebbero essere trattate diverse malattie, se fossero noti il meccanismo alla base della malattia ed il centro nervoso coinvolto, stimolando il quale si otterrebbe un miglioramento della sintomatologia. Le sindromi distoniche sono altre indicazioni importanti, che oggi beneficiano sempre più diffusamente della neurostimolazione. Probabilmente in futuro, migliorando le conoscenze sui meccanismi alla base delle malattie neurologiche si potranno trattare altre forme patologiche, che oggi non trovano una adeguata risposta terapeutica farmacologica.    
 
Con l’avvento delle moderne metodiche di “navigazione”, la stereotassi ha ancora uno spazio? 
Nonostante la recente introduzione della neuronavigazione, che ha reso molto più preciso e semplice l’orientamento anatomico, il puntamento preciso, geometrico, delle strutture all’interno della scatola cranica, modificando radicalmente l’approccio alla patologia tumorale, la stereotassi rimane ancor oggi indispensabile nei casi in cui è richiesta una precisione millimetrica. Il bersaglio è, appunto, un centro nervoso, del quale si vuole modificare lo stato di attivazione ma può essere anche una lesione espansiva, piccola, profonda e circoscritta. Tuttavia, la relativa complementarietà delle due metodiche, neuronavigazione e stereotassi, consente di scegliere la chirurgia migliore in ogni singolo caso.
 

 

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