Craniofaringiomi

 

   
    
    
     
      
    
  
Cosa sono i craniofaringiomi?
Sono tumori che originano da un piccolo nido di cellule (residui epiteliali embrionari) localizzato vicino all’ ipofisi con possibile coinvolgimento dei nervo ottici, della regione ipotalamica e del terzo ventricolo. Sono costituiti da parti solide, a volte calcificate, frequentemente cistiche a contenuto oleoso.Talora possono raggiungere grandi dimensioni prima di essere diagnosticati. Non mostrano degenerazione maligna
    
                             
Immagine al Neuronavigatore di un craniofaringioma
    
Sono frequenti?
Rappresentano il 2-3% di tutti i tumori primitivi dell´encefalo con maggiore incidenza nell’età pediatrica ( 5-13% dei tumori encefalici del bambino).
     
Quali sono i sintomi?
I sintomi associati a questo tumore sono spesso riconducibili all´ostruzione del forame di Monro, con conseguente idrocefalo ed ipertensione endocranica (cefalea, vomito). Altri sintomi caratteristici risultano dalla compressione delle vie ottiche (riduzione del visus e alterazioni del campo visivo e disfunzioni di tipo endocrino prodotte dall’alterazione dell’asse ipotalamo-ipofisario ( ritardo di crescita, obesità, diabete insipido, amenorrea).
      
Come sono diagnosticati?
Questi tumori sono ben evidenziati dalla Risonanza Magnetica Nucleare encefalica.
      

 

RMN encefalica: immagine preoperatoria

 

RMN encefalica: immagine preoperatoria

     

Come sono trattati?
La chirurgia può essere il solo trattamento necessario se l´asportazione è completa. La radiochirurgia può seguire le asportazioni parziali. Nelle cavità cistiche, in casi molto particolari, possono essere posizionati, con tecnica stereotassica e neuroendoscopica dei cateteri collegati ad un serbatoio sottocutaneo (Ommaya). Questo può servire sia per l’aspirazione del contenuto liquido, quando ha la tendenza a riformarsi, sia per l’immissione nella cavità di chemioterapici, quali la bleomicina.
     
            
RMN preoperatoria e postoperatoria: craniofaringioma operato
          
Qual è l´aspettativa di vita?
La guarigione è definitiva a seguito dell´asportazione chirurgica radicale, ma spesso complicata da disordini neuroendocrini e psichici transitori. Nei casi in cui la scissione è parziale la sopravvivenza varia secondo l´entità del residuo e la compromissione delle strutture nervose adiacenti al momento della diagnosi. Frequenti in questi casi le recidive.

 

 

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